PAS

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Riqualificazione scuola secondaria di 1° grado

Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo
Archisbang (Marco Giai Via, Silvia Minutolo), Areaprogetti
strutture_ Areaprogetti, impianti_ Areaprogetti, acustica _Arch. Chiara Devecchi 
Quintino Costruzioni S.p.A.
2.900 mq
Simone Bossi

Architettura scolastica in Italia: dall’emergenza all’occasione

Dei 40000 edifici scolastici presenti sul territorio nazionale, circa il 70% è stato costruito prima del 1975. L’invecchiamento delle strutture, l’inadeguatezza in termini di sicurezza sismica e le pessime prestazioni energetiche ci pongono di fronte a un’emergenza da gestire, ma allo stesso tempo ad un’occasione unica di rinnovamento degli spazi per la didattica. Se a questo si aggiunge la tendenza a considerare le scuole come nuovi centri civici dotati di servizi qualificati come biblioteche, auditorium e spazi aggregativi, la riqualificazione assume risvolti ancora più consistenti come motore capillare di rigenerazione urbana.

Torino Fa Scuola

Da queste considerazioni nasce la sfida del progetto Torino fa scuola, promosso e sostenuto da Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo, in collaborazione con la Città di Torino e Fondazione per la Scuola, che ha permesso di lavorare su due casi studio emblematici del patrimonio edilizio scolastico italiano e di testare un interessante prototipo di partenariato tra pubblico e privato per snellire le procedure e ottimizzare le risorse.

Valorizzazione e innovazione

Il progetto sulla Scuola Pascoli propone un modello d’intervento sulla tipologia dell’edificio ottocentesco, cogliendo la sfida di portare la didattica innovativa tra le mura di un edificio storico tutelato, permeato di vincoli strutturali e culturali, abbattendo le barriere dell’aula verso i grandi spazi distributivi aulici che diventano ambienti abitati. Il disegno degli spazi interpreta ed arricchisce le ambizioni del progetto pedagogico, valorizzando i punti di forza dell’edificio esistente e leggendone le criticità, come spunto per immaginare soluzioni altre, inconsuete, per raggiungere gli obiettivi ed esaudire i desiderata dei futuri abitanti.
L’apertura di spazi ampi, luminosi, la ricerca del contatto con l’esterno, l’accessibilità totale degli ambienti sono funzionali all’idea di una didattica continua, in cui l’ambiente fisico dell’edificio si mette a servizio del progetto formativo e ne diventa esso stesso parte integrante. Punto di riferimento per i ragazzi e per il resto della comunità, la scuola è uno spazio inclusivo in cui in cui domina l’atmosfera domestica e informale: una casa accogliente in cui riscoprire la dimensione ludica dell’imparare.

Lo spazio riscoperto

Il progetto è stato quindi guidato dalla volontà di ottimizzare gli spazi a disposizione per rispondere alla collocazione di tutte le funzioni immaginate per lo spazio innovativo e dinamico che la scuola è chiamata a diventare, valorizzando allo stesso tempo le caratteristiche dell’edificio, talvolta celate dagli adattamenti funzionali forzati subiti nel corso degli anni. Gli interventi più consistenti riguardano: lo spostamento e il ridisegno di un ingresso accessibile, l’inserimento di un piano soppalcato, dedicato alla biblioteca, abbinato al ripristino della palestra/sala conferenze nella posizione originaria dell’edificio (ex educatorio), la modifica della sezione della manica laterale dell’edificio, già rimaneggiata nella metà del secolo scorso, al fine di ricavare un ampio spazio da dedicare agli insegnanti nel sottotetto, il loft degli insegnanti, e un terrazzo in copertura, ad ovviare la mancanza della possibilità di utilizzo di uno spazio esterno da parte dei ragazzi. 

La scuola come Civic Center

L’atrio assolve le funzioni di accoglienza e smistamento dei flussi e, allestito con ampi tavoli tondi pieghevoli e arredi morbidi, offre uno spazio informale, ampio e flessibile, pensato per i momenti di svago, incontro e aggregazione, nonché per il lavoro cooperativo in gruppo. Qui lo spostamento dell’ingresso e la realizzazione di una rampa scala d’accesso hanno permesso di risolvere la piena accessibilità dell’edificio restituendo uno spazio allo stesso tempo identitario e accogliente per i fruitori. Il ripristino della palestra riporta alla luce il soffitto cassettonato per anni nascosto dalle controsoffittature e offre alla scuola un ambiente ampio, vitale e flessibile che, con semplici elementi di arredo, si trasforma da spazio per l’attività motoria a teatro e sala conferenze; la costruzione del soppalco per la biblioteca ricavato sopra i nuovi spogliatoi e i servizi, consente la relazione tra i due ambienti, in uno spazio contemporaneo ed al tempo stesso suggestivo.
La scelta di liberare il piano terra dalle funzioni prettamente didattiche, facilita l’apertura al pubblico, gradualmente implementabile anche ai piani con l’utilizzo delle stanze tematiche delle biblioteche che si snodano attorno al vano scala centrale. Questo, alleggerito dalle partizioni antincendio grazie al ripensamento del sistema di scale esterne di emergenza, ritrova il suo originario valore di fulcro dell’edificio. I corridoi arredati e i laboratori attrezzati costituiscono l’ulteriore estensione di un possibile utilizzo extra-scolastico, che può arrivare a includere il terrazzo in copertura: giardino ritrovato per gli studenti, all’occorrenza ampio spazio aperto a disposizione del pubblico.

Imparare Dappertutto

L’aula, flessibile al suo interno e dotata di parete mobile per raddoppiare lo spazio annettendo quella adiacente, rimane cellula fondamentale dell’attività di didattica, ma si apre il più possibile all’esterno, generando senso di comunità scolastica attraverso l’uso di trasparenze e continuità visuali. Lo spazio versatile e continuo che si crea permette quindi di immaginare sviluppi pedagogici futuri, in cui lo stesso concetto di gruppo classe sia completamente superato a favore dell’utilizzo dello spazio a piccoli gruppi o in maniera indipendente da parte degli studenti. Concetto che, per altro, ben si confà a rispondere alle esigenze sanitarie emerse con la crisi attuale.